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Mercato del lavoro, esperti da 8 Paesi europei si confrontano sugli scenari post pandemia sull’Alpe di Siusi

Scritto da il 22 Settembre 2021

Il rapido sviluppo dei mercati del lavoro dell’Europa centrale, le misure per intervenire in modo lungimirante in questo ambito e le potenzialità della digitalizzazione sono stati i temi che quest’anno gli esperti delle amministrazioni dei Paesi di lingua tedesca e dei Paesi Bassi hanno trattato nella loro conferenza annuale che si è svolta in questi giorni in Alto Adige. La conferenza annuale dei dirigenti degli enti delle pubbliche amministrazioni di Austria, Germania, Svizzera, Lussemburgo, Lichtenstein, della comunità germanofona del Belgio, dei Paesi Bassi e dell’Alto Adige ha riunito in provincia di Bolzano gli esperti di gestione del mercato del lavoro. L’evento si è svolto dal 19 al 21 settembre sull’Alpe di Siusi.

“Questa è un’ottima opportunità per beneficiare delle esperienze nelle politiche del mercato del lavoro di altri Paesi e regioni” spiega Stefan Luther, direttore della Ripartizione Lavoro della provincia di Bolzano. “Sono stato sorpreso dall’impegno con cui tutti i Paesi affrontano sfide simili. Dopo il crollo del mercato del lavoro dovuto alla pandemia e l’uso massiccio del lavoro a orario ridotto, l’attenzione è di nuovo rivolta a garantire una manodopera qualificata e a mobilitare la forza lavoro. Le amministrazioni del mercato del lavoro dei Paesi partecipanti stanno espandendo massicciamente i loro servizi per i datori di lavoro e le persone in cerca di lavoro” ha aggiunto Luther.

“In Lussemburgo, per esempio, il sostegno ai disoccupati è stato decisamente migliorato in poco tempo: se cinque anni fa un centro per l’impiego era responsabile di 900 disoccupati, oggi sono al massimo 250. Esattamente il valore obiettivo che il governo provinciale altoatesino si era posto l’anno scorso”. Luther ricorda che attualmente un agente di collocamento segue circa 1.500 persone. Soddisfatto dell’evento all’Alpe di Siusi si è detto l’assessore provinciale Philipp Achammer: “Lo scambio di idee ed esperienze con i migliori rappresentanti di altri Paesi è importante e ci dà degli impulsi positivi. L’Alto Adige può trarre vantaggio dalle esperienze di altri Paesi, soprattutto nell’attuazione di varie misure di politica attiva del lavoro, Così Achammer in una nota.


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