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La montagna e i cambiamenti climatici: «Scienza, tecnica e politica devono collaborare di più»

Scritto da il 30 Marzo 2022

Adattarsi ai cambiamenti climatici per continuare a vivere in montagna, contribuire a dare risposte forti alla crisi per limitare le emissioni. Se il termine «cambiamento» porta con sé una sfumatura di ineluttabilità, la parola «crisi» rende meglio l’idea della necessità di affrontare una condizione che evolve rapidamente, portando all’estremizzazione degli eventi: non solo Vaia, ma anche la siccità degli ultimi mesi.

Per mettere a fuoco il futuro della montagna davanti alla crisi climatica, il 19 marzo scorso, nella «Giornata Mondiale di Azione per il Clima», il Lions Club Feltre Host e il Leo Club Feltre con il patrocinio di numerosi enti tra cui la Fondazione Dolomiti Unesco, hanno riunito nell’Auditorium dell’Istituto Canossiano di Feltre diverse personalità che affrontano quotidianamente la crisi climatica studiandola, progettando soluzioni tecniche e promuovendo azioni politiche.

«Mondo accademico, tecnico e politico devono riuscire a mettere in rete i loro intenti», osserva a margine dell’incontro il geologo Emiliano Oddone, che ha moderato gli interventi.

«Lo scenario di crisi è evidente e gli scienziati lo ribadiscono da vent’anni. Molti degli intervenuti hanno rilevato importanti adeguamenti normativi, a cominciare dalla recente riforma costituzionale, ma sul piano operativo non possiamo più permetterci di lavorare ognuno nel proprio ambito. Occorre poi puntare sulla formazione (e fa piacere notare che l’iniziativa è stata seguita con interesse dagli studenti): quello che sta accadendo si pone infatti al di fuori della memoria storica delle popolazioni che hanno abitato le valli montane, il che significa che occorre costruire una consapevolezza nuova, fuori dagli schemi e persino dalla mentalità che li aveva determinati in passato».

L’evento ha visto la partecipazione di Carlo Barbante, direttore dell’istituto di scienze polari del Cnr, di Piero Gianolla, geologo dell’Università di Ferrara, di Geremia Gios docente di Economia Agraria all’Università di Trento. Uno sguardo dunque sulla glaciologia, la geologia e l’economia cui ha fatto seguito la parte dedicata alle risposte tecniche con Alvise Luchetta (Direttore ai lavori pubblici e edilizia della Regione Veneto), Gianvittore Vaccari (ad di Veneto Acque Spa), e Nicola Gaspardo (Genio Civile di Belluno). Le conclusioni della conferenza sono state affidate all’Assessore all’Ambiente, Clima, Protezione Civile della Regione Veneto, Gianpaolo Bottacin.


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