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«Sulla via Bepi Zac uno sfregio in cemento armato»

Scritto da il 2 Settembre 2021

“Il risultato, sia dal punto di vista visivo che da quello strategico, è “indicibile”: uno sfregio in cemento armato”.

Il consigliere provinciale di Onda Civica, Filippo Degasperi non usa mezzi termini per commentare la messa in sicurezza, attraverso l’uso del cemento armato, della via Bepi Zac sulle creste di Costabella.

Un intervento che è al centro di un’interrogazione in consiglio provinciale.

“Come da prassi ormai consolidata – spiega il consigliere – il tutto sarebbe avvenuto senza alcuno confronto o condivisione. Soprattutto, pur esistendo molte altre soluzioni, si è scelto quella meno costosa e più banale. Tralasciando l’effetto sui frequentatori della montagna (le immagini diffuse sui social si commentano da sole), rimane da capire se questa è la filosofia scelta da chi ha in gestione i sentieri trentini, nel qual caso sarebbe forse opportuno un ripensamento sull’attuale affidamento.

E’ chiaro che se questo è l’approccio individuato per mettere in sicurezza le vie di montagna, le Dolomiti rischiano di trasformarsi in un’unica colata di cemento”.

E quindi le domande al presidente Fugatti.

“La Provincia è stata coinvolta nell’iniziativa, chi ha autorizzato, verificato, progettato e finanziato la realizzazione del manufatto in cemento?

L’intervento è compatibile con la normativa posta a tutela della montagna e del paesaggio, quali verifiche sono state effettuate su questo aspetto, da parte di chi e con quale esito?

Sono state verificate ipotesi di intervento alternativo ed eventualmente quali, da parte di chi e con quale riscontro?

Vi è l’intenzione intervenire per fissare criteri di intervento in montagna meno invasivi e più rispettosi del contesto?.

C’è l’intenzione intervenire per restituire all’Alta Via citata in premessa il rispetto che merita, provvedendo alla rimozione del diedro in cemento ed eventualmente con quali tempistiche?


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