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Sui sentieri del Pasubio arrivano gli acari della trombicula

Scritto da il 4 Settembre 2021

Sono numerose le segnalazioni che arrivano da Valli del Pasubio e dalle zone vicentine della montagna al confine con la Vallarsa, fino al Pian delle Fugazze. Stiamo parlando degli acari della trombicula, un fastidioso parassita che va così ad affiancarsi alle più conosciute zecche.

Niente di particolarmente pericoloso, è bene sottolinearlo subito. Ma fastidioso sì: chiedetelo agli escursionisti che ne sono venuti in contatto.

Si tratta di una specie di acaro che normalmente vive nella vegetazione ma che può attaccare l’uomo. Le punture di acari del genere Trombicula autumnalis si localizzano generalmente a livello degli arti inferiori e sono di tipo eritematoso. Non a caso, questi aracnidi danno origine al cosiddetto “eritema autunnale”. Le punture di acari del genere Trombicula akamushi, invece, danno origine a lesioni di tipo eritemato-bolloso.

Gli acari appartenenti al genere Trombicula si trovano generalmente nella vegetazione, ma possono attaccare l’uomo per nutrirsi del suo sangue.

Il ciclo vitale della trombicula autumnalis inizia con la deposizione delle uova nel terreno durante il periodo estivo. Dopo circa 10 giorni le uova si schiudono dando vita a larve molto piccole (0.1 mm) di colore rosso arancio con 6 zampe. Sono queste larve le responsabili della parassitosi in quanto, pur nutrendosi sui vegetali, hanno necessità di un pasto di proteine animali per completare il ciclo vitale.

Dovrebbe essere questione di pochi giorni, o di qualche settimana al massimo: l’acaro della trombicula è destinato a morire quando la temperatura scende sotto i cinque gradi. E sul Pasubio già a settembre, di notte, le temperature potrebbero portare una naturale eliminazione del problema trombicule. Per buona pace degli escursionisti che amano passeggiare in una delle zone più affascinanti e storiche del nostro territorio.


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