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Studio Ue, Torino resta città a vocazione industriale

Scritto da il 22 Aprile 2022

Nonostante appaia lontana dal suo passato di ‘monocultura automobilistica’ dominata dalla Fiat, Torino è ancora una città a forte vocazione industriale. Il manifatturiero, e in particolare il settore dell’ ‘automotive’ e dell’hi-tech, continua a svolgere un ruolo importante nell’economia della città metropolitana. È quanto emerge dal progetto Mista, realizzato dal programma di cooperazione europeo Espon, specializzato in analisi regionali.

Lo studio, che analizza il passato recente e il futuro delle industrie metropolitane in Ue, mette in luce le sfide legate alla ristrutturazione della base economica nei centri urbani europei di grandi e medie dimensioni. In questa analisi, spicca il caso di Torino, “del tutto particolare – spiega all’ANSA Valeria Fedeli, docente di pianificazione e politiche urbane al Politecnico di Milano – perché legato alla grande città-fabbrica, poi scomparsa”. Rispetto a Milano, Torino ha sofferto di più l’abbandono dell’industria e delle filiere connesse. La crisi finanziaria del 2007 ha colpito duramente la città piemontese, generando “ulteriore stress su un’industria manifatturiera già fragile che ha vissuto della totale dipendenza dalla Fiat”, osservano i ricercatori, impedendo d’altronde “l’abbandono della sua vocazione industriale a favore di un’aspirante città globale”.

Dallo studio emerge inoltre che i settori dell’edilizia, della logistica ed i servizi pubblici, identificati come uno dei principali motori della crescita dell’occupazione in altre città europee, non raggiungono un’importanza simile a Torino. “A parte alcuni dati che raccontano una crisi significativa”, spiega ancora Fedeli, “la ricerca ha mappato dei cantieri progettuali che dimostrano un tentativo di mixare terziario e manifattura, con qualche risultato di successo”. In altri termini, la produzione può ancora aver bisogno della città come luogo che collega prodotto ed esperienza. In queste condizioni, la manifattura può trovare nuova vita nella città e aiutare la città a uscire dalla stagnazione.

Torino, scrivono i ricercatori, ha risentito delle difficoltà da parte degli attori locali nell’affrontare il processo di deindustrializzazione e di trasformazione della base economica della città, cosa che ha rallentato la capacità di innovare. Da questo quindi si dovrà partire per sviluppare un’adeguata strategia industriale per l’area. In particolare, lo studio sottolinea la necessità di un’alleanza più forte tra Torino e i comuni limitrofi, che soffrono del declino economico, nonché di una collaborazione locale tra ricerca e impresa per sviluppare idee innovative e costruire alleanze strategiche. A ciò va affiancata, infine, una forte strategia a livello nazionale per sostenere settori altamente internazionalizzati, quali l’automotive e l’aerospaziale, le cui dinamiche sfuggono alla capacità del contesto locale, e rafforzarne così il radicamento sul territorio.


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