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I Lessini come non li avete mai visti? Riaprono i «Busoni»

Scritto da il 31 Agosto 2021

Sono il nuovo tesoro di Ala da riscoprire: i cosiddetti “Busoni”, ovvero le gallerie della Prima Guerra Mondiale scavati sotto cima Borghetto. Il tunnel principale, ora visitabile dopo dei lavori di restauro e messa in sicurezza, regala un panorama mozzafiato sulla Vallagarina. I primi visitatori sono stati gli spettatori dello spettacolo “La Grande Guerra Meschina” di Alessandro Anderloni, tenutosi domenica (29 agosto) proprio all’ingresso dei tunnel, nell’ambito dell’iniziativa “Alassù”.

Le gallerie risalgono al 1916, e vennero scavate dall’esercito italiano; si trovano in parte anche sotto il Comune di Avio. Il sito è molto conosciuto tra gli alensi, meno all’esterno: è l’occasione per scoprire così il panorama unico dei Lessini alensi, che regalano molte altre emozioni.

Quelle che si possono provare ai “Busoni”, di emozioni, riportano alla tragedia della Prima Guerra Mondiale, ben delineate nella loro crudezza da Anderloni (accompagnato domenica da Thomas Sinigaglia (fisarmonica) e Raffaella Benetti (canto): un coraggioso atto di accusa contro tutta la retorica che ancora ammanta la narrazione della guerra, e le odi che ancora si sentono su molti generali e alti ufficiali, i quali in realtà furono carnefici e aguzzini dei loro stessi soldati, ordinando fucilazioni, assalti inutili (ai quali i giovanissimi militi erano costretti, con i fucili puntati alle spalle) e decimazioni punitive.

Cima Borghetto invece non vide combattimenti. Con l’entrata in guerra nel 1915, l’esercito italiano prese subito Ala, avendo deciso gli austroungarici di non difendere la linea di confine, ma di attestarsi invece a Rovereto. Ciò non significò meno sofferenze per il territorio di Ala. “Era la porta meridionale del Trentino, e per questo soffrì distruzioni, danni, morti, deportazioni”, ha ricordato domenica scorsa il sindaco Claudio Soini.

Nel ’16 l’esercito italiano costruì la terza linea di difesa, di cui facevano parte le gallerie cannoniere di Cima Borghetto. La terza linea partiva dal Garda e si articolava lungo tutto il ciglio dei Lessini. La linea non venne mai utilizzata, e dalle gallerie dei “Busoni” non si sparò mai un colpo. Al centro c’erano le gallerie cannoniere, e visitandole ci potrà capire subito il perché della scelta di questo luogo. Lo si raggiunge con una camminata facile in piano, partendo dalla Sega di Ala e passando dal villaggio San Michele. L’ingresso è in una amena radura circondata da faggi. La galleria è lunga oltre 300 metri (necessaria torcia), all’arrivo si trovano delle stanze, e le cannoniere. Quella centrale si affaccia sulla Vallagarina, e di colpo si ha un panorama emozionante e completo sulla valle, oltre che su molte montagne trentine.

I lavori di ripristino (eseguiti dalla Edil Chiarani, progettazione dell’ingegnere Juri Galli) non sono stati semplici e hanno fatto scontare qualche ritardo sulla tabella di marcia, giacché è stato necessario, in corso d’opera, fare delle varianti di progetto. Durante i primi disgaggi si sono trovate subito delle situazioni pericolose, con fessurazioni importanti e criticità. Una successiva analisi del Museo Civico di Rovereto ha indicato la necessità di mettere in sicurezza la galleria principale con delle centine, a protezione dei visitatori. Ulteriori modifiche al progetto sono poi state fatte per tutelare i pipistrelli che frequentano le gallerie. Le diramazioni e diverse stanze non sono visitabili, perché valutate potenzialmente pericolose. Anche degli inverni particolarmente nevosi hanno rallentato i lavori.

Ora è tutto pronto, e all’ingresso ci sono anche le bacheche informative allestite in collaborazione con la Provincia. “Quando visiterete queste gallerie – ha aggiunto il sindaco – pensate a chi ha sofferto, al sacrificio di tanti soldati”.

La riapertura dei “Busoni” è solo un tassello di un progetto più ampio, che vede il Comune di Ala impegnato a far conoscere di più i Lessini (così come avvenuto positivamente con l’arrivo di tappa del Giro d’Italia); prossimi passi futuri potranno essere il miglioramento della segnaletica di alcuni sentieri di particolare interesse.


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