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Vaccinati: Trentino agli ultimi posti. L’Ordine dei medici scrive alla Provincia: “Proteggere gli over 12”

Scritto da il 19 Agosto 2021

La pandemia non è ancora sconfitta e ci vuole un rinnovato impegno, da parte delle Istituzioni, per estendere la vaccinazione a quelle categorie e/o soggetti che per vari motivi, fino ad oggi, non sono stati sottoposti al vaccino.

E’ questo il senso di una lettera che il presidente dell’Ordine, dottor Marco Ioppi, ha inviato lunedì scorso al presidente della Provincia, dottor Maurizio Fugatti ed all’assessora alla Sanità, Stefania Segnana. In particolare il dottor Ioppi, dopo aver ricordato che la Provincia di Trento si trova agli ultimi posti in Italia in termine di percentuale della popolazione vaccinata, sollecita ogni sforzo per avviare una campagna di vaccinazione per gli over 12, in modo da mettere in sicurezza ragazze e ragazzi.

L’Ordine, garantendo ogni possibile collaborazione, come ha fatto finora, chiede anche una diffusa campagna di informazione sulla popolazione.

Ecco il testo integrale della lettera inviata al presidente Fugatti e all’assessora Segnana.

“Non si ferma, anche in questo periodo di vacanza estiva, l’impegno che l’Ordine dei Medici di Trento, corresponsabile della gestione della salute pubblica, mette a disposizione nel sostenere in maniera determinante e decisa la campagna vaccinale, in sinergia con le altre istituzioni che operano sul territorio. Lo sta facendo in primis con tanti volontari medici, che hanno risposto con entusiasmo e disponibilità alla richiesta di supporto e di aiuto. A loro va la nostra sincera gratitudine e ammirazione per il sentimento di solidarietà, che testimonia altresì la consapevolezza di quanto sia necessaria la vaccinazione di massa per mettere in sicurezza il Paese.

Ciò nonostante, sta crescendo in questi giorni un certo senso di frustrazione e disagio nel constatare che la nostra Provincia si trova agli ultimi posti in termini di percentuale della popolazione vaccinata. Questo dato, insieme all’elevato numero di persone delle classi di età comprese tra i 20 e i 50 anni e alla considerevole percentuale degli esenti ticket e portatori di malattia che ancora resistono alla vaccinazione, impongono un’analisi attenta e accurata dell’organizzazione e della logistica, cercando di individuare e proporre nuove azioni, mettendo in campo nuovi strumenti per recuperare l’adesione di tanti cittadini ancora renitenti ed esitanti. Le ultime iniziative messe in campo fanno bene sperare, ma devono essere seguite da altre frutto di una attenta e continua attenzione della situazione pandemica.

L’Ordine vuole fare la sua parte per rilanciare la campagna vaccinale. Lo ha fatto anche con la news del 12 agosto u.s. agli scritti invitandoli, ognuno per il loro ambito di attività, affinché si facciano proattivi nel persuadere e nel rassicurare i pazienti sulla “convenienza” della vaccinazione. Non solo.

L’Ordine Invita a porre in essere ogni sforzo, con urgenza, per promuovere la vaccinazione tra gli over 12, mettendo così in sicurezza da subito ragazze e ragazzi. Per loro si ha a disposizione un vaccino sicuro e, grazie all’età, molto efficace. Non farlo subito e aspettare altro tempo significa perdere la possibilità di garantire la massima protezione alla riapertura delle scuole. Non possiamo permetterci un ritorno dei focolai con conseguente chiusura delle scuole e ripresa della DAD: i ragazzi non riuscirebbero a tollerare, soprattutto da un punto di vista psicologico, un nuovo lockdown.

L’Ordine ritiene quanto mai necessaria e utile mettere in atto in tal senso una campagna di informazione per aiutare a far capire alle famiglie che con la vaccinazione aiutiamo i loro figli a riprendere in mano la loro vita.

Pari attenzione va data alle persone fragili, quali gli emarginati senza fissa dimora: organizzare per loro la vaccinazione in primo luogo li protegge e mette in maggior sicurezza la nostra comunità. Insomma: tutelare gli anziani, i portatori di patologie, mettere in sicurezza i giovani, vaccinare i senza fissa dimora sono scelte virtuose che dobbiamo sostenere.

Sono indicazioni e scelte che l’Ordine promuove con forza, perché fanno parte anche di una tradizione che ha sempre visto la provincia di Trento ai primi posti in Italia per il volontariato, la solidarietà, la buona amministrazione e la programmazione sanitaria. Dall’ultimo rapporto definitivo del Ministero della Salute sull’erogazione dei LEA emerge infatti come il Trentino, pur avendo da recuperare sull’area distrettuale e della prevenzione, occupi i primi posti in Italia per l’area ospedaliera. Non ci sono dubbi peraltro che il persistere della pandemia avrebbe un impatto molto pericoloso su un’economia che anche nella nostra Provincia ha appena mostrato i primi segni di ripresa.

E’ tempo di ribadire dunque, fino in fondo, che questa battaglia si vince assieme e che, come ha detto l’arcivescovo Lauro Tisi, vaccinarsi è prima di tutto un gesto di amore e di carità per gli altri.

Siamo certi, ci auguriamo, che la Giunta Provinciale interverrà per promuovere, in sintonia con l’Azienda Sanitaria e gli Ordini Professionali dei Medici Chirurghi e Odontoiatri e delle professioni sanitarie, ulteriori iniziative utili per garantire quella copertura vaccinale, che tutti auspichiamo”.


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