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Sebastiani, il 50% degli over 80 vaccinato con la terza dose da meno di 4 mesi

Scritto da il 24 Marzo 2022

Nelle fasce di età più anziane della popolazione, oltre gli 80 anni, la percentuale di soggetti che hanno ricevuto la terza dose di vaccino anti Covid-19 da meno di quattro mesi è al 50%, mentre nella fascia d’età 70-79 anni siamo all’80%, e al 70% nella popolazione generale: lo indicano le analisi del matematico Giovanni Sebastiani, dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo ‘M.Picone’, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr).

Per Sebastiani, “alla luce del significativo calo dell’efficacia dei vaccini rispetto alla protezione dalle forme gravi di Covid-19 e dalla morte per chi ha avuto la seconda dose da più di quattro mesi, è stata messa in atto una massiccia campagna di somministrazioni di terze dosi, ormai ridotta a livelli molto bassi, considerando che la media nei giorni di marzo è stata di circa 45.000 dosi al giorno”.

La somministrazione delle terze dosi è iniziata circa all’inizio di ottobre del 2021, quando la percentuale di persone nelle fasce 80-89 anni e 90 anni o più che avevano ricevuto la seconda dose entro i 120 giorni precedenti era del 10% circa e, “poichè la fascia 70-79 anni è stata vaccinata dopo le altre due, le cose qui andavano meglio, con un valore del 55% circa”. Inoltre “l’analisi dei dati rivela che l’88% dei soggetti nella fascia 70-79 anni ha avuto la terza dose; la percentuale cresce al 91% nella fascia 80-89 anni, per poi invece decrescere all’87% per chi ha 90 anni o più”.

Alla luce di questi risultati, Sebastiani suggerisce di “effettuare una valutazione precisa del periodo di tempo massimo in cui la terza dose garantisce un’alta protezione dalle forme gravi della malattia e dalla morte nelle tre fasce d’età considerate, dove si concentra l’86% circa di mortalità per Covid-19”, rileva l’esperto, “e in base ai risultati valutare l’impiego di una quarta dose nei soggetti con terza dose somministrata prima di questo tempo”.

“Ad ogni modo, la limitata percentuale di soggetti con terza dose nelle fasce 80-89 anni e 90 anni o più suggerisce – che venga messa in atto quanto prima la somministrazioni di terze dosi ai soggetti mancanti, anche a domicilio”. Secondo Sebastiani “in vista delle prossime riaperture, questo è ancora più importante per limitare la mortalità, che si trova ora in una fase iniziale di crescita”, e in proposito ricorda il risultato pubblicato sull’ultimo monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità, “che mostra come l’età media per Covid-19 in Italia abbia un valore molto stabile negli ultimi cinque mesi pari a 83 anni, vicino a quello della prima fase della pandemia”. “La variante Omicron – osserva l’esperto – mostra in generale minore aggressità, ma in certe fasce d’età continua ad uccidere se non si è adeguatamente protetti con la vaccinazione”.


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