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L’idea del Comune: avere 20 milioni dal governo per collegare l’ex Sit con la funivia del Bondone

Scritto da il 9 Giugno 2021

Ricordate il bando periferie del 2016, agguantato dal Comune di Trento per riqualificare il comparto Santa Chiara, racchiuso tra via Santa Croce, via San Giovanni Bosco e via Piave? Quel bando portò nelle casse comunali 18 milioni di euro. Una manna. Risorse preziosissime per riqualificare un pezzo di città a ridosso del centro storico (i lavori alla ex Mensa sono iniziati proprio ieri).

Adesso, il Comune tenta il bis: ottenere 20 milioni di euro dal governo per ridisegnare l’area ex Sit. È questa la ragione per cui, nei giorni scorsi, la giunta comunale ha cambiato la sigla urbanistica dell’area dell’ex gasometro che oggi accoglie 264 posti auto a disco orario e 85 a pagamento: da F1-P (zona per attrezzature pubbliche e di uso pubblico di interesse urbano per parcheggi pubblici o di uso pubblico e autosilos) a F1-TP (attrezzature per il trasporto pubblico).

Lì, infatti, sarà realizzata la nuova stazione delle autocorriere, parte integrante di un centro intermodale dove confluiscono bus, treni, biciclette, con tanto di parcheggi a disposizione. E pure un collegamento rapido con la futura stazione di partenza dell’impianto funiviario per il Monte Bondone, prevista oltre il fiume dal piano guida della Destra Adige.

L’opportunità da non perdere.«L’idea» spiega l’ingegner Ezio Facchin, assessore alla transizione ecologica, mobilità, partecipazione e beni comuni «è di salire al volo sul cavallo, cioè di cogliere l’opportunità».

Il “cavallo” è il decreto del presidente del consiglio dei ministri del 21 gennaio 2021, che assegna ai comuni «contributi per investimenti in progetti di rigenerazione urbana, volti alla riduzione del degrado sociale». Per i comuni capoluogo e sopra i 100 mila abitanti, si possono ottenere 20 milioni di euro per uno o più interventi di rigenerazione. «Abbiamo inviato la richiesta per partecipare al bando» spiega Facchin. I tempi sono stretti. Entro i primi giorni di agosto il Mims (ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili) determinerà l’ammontare del contributo e darà risposta sull’accettazione o meno della domanda. La giunta ha avviato il percorso che la prossima settimana sarà illustrato in consiglio comunale in fase di approvazione dell’assestamento di bilancio.

«In quella sede» anticipa il sindaco Franco Ianeselli «metteremo in previsione, per l’esercizio 2022, i 20 milioni. Non c’è un progetto definitivo, ma un’idea di progetto che si inserisce nel grande intervento di riqualificazione urbana. Ai nastri di partenza è la circonvallazione ferroviaria inserita nel Pnrr (con 950 milioni di finanziamento, ndr). E questa settimana va in consiglio l’approvazione dell’accordo di programma con la Provincia per la realizzazione della tramvia.

Con l’ex Sit si ripensa la stazione delle autocorriere e tutta la zona tra la basilica di San Lorenzo e Torre Vanga, con la eliminazione del cavalcavia stradale».

Area in proprietà, già disponibile.Perché la rigenerazione di concentra sull’ex Sit? «Avevamo e abbiamo in testa l’obiettivo della rigenerazione urbana dell’ex Atesina ai Solteri» risponde Facchin «ma lì c’è un problema: non abbiamo la piena disponibilità, cioè la proprietà, dell’area (è ancora di Trentino Trasporti, ndr). Invece, l’ex Sit è tutta di proprietà comunale. Quindi, possiamo far inserire l’intervento nell’ambito del progetto integrato (bypass ferroviario, interramento e Nordus), rafforzato dal progetto della tramvia. Il concetto è quello di meta-progetto. Per cui ci dobbiamo chiedere: che cosa succede alla luce di tutti questi interventi infrastrutturali? Quale programmazione dobbiamo sviluppare da qui al 2030 per l’agenda della transizione ecologica?».

Le risposte, in forma di partecipazione pubblica, arriveranno dal Trento Lab che sarà aperto, annuncia Facchin, entro giugno.

Funivia per il Bondone in destra Adige. Non è una novità, per altro, quella della nuova stazione delle autocorriere all’ex Sit. Una proposta che fu fatta, ancora nel 2012, da un tavolo tecnico tra Comune, Provincia e Trentino Trasporti. Poi, venne l’idea del centro intermodale, nell’ambito del progetto Nordus (utilizzo metropolitano della Trento-Malé) di cui è padre lo stesso Facchin. Ipotesi rimaste su carta. Come quella, datata, del 1999, quando sull’ex Sit si ipotizzò di realizzare un edificio alto 28 metri per gli uffici tecnici comunali che, invece, alla fine andranno nell’edificio ristrutturato dell’ex casa di riposo di via San Giovanni Bosco, pezzo forte della citata riqualificazione del comparto Santa Chiara. Ma quando, nel 2012, si ipotizzò il “trasloco” della stazione delle autocorriere, si pensò anche ad un parcheggio multipiano da cui far partire la funivia Trento-Bondone.

Adesso, invece, nello schema di progetto cui lavora l’ingegner Giuliano Franzoi, dirigente del progetto mobilità e rigenerazione urbana del Comune, l’idea è quella di rispettare la scelta fatta con il piano guida della Destra Adige: da lì partirà l’impianto per il Bondone. «Ma dalla zona del cavalcavia di San Lorenzo e dell’ex Sit» dice l’assessore Facchin «si può pensare ad un collegamento rapido che porta dritto alla futura stazione di partenza della funivia oltre il fiume». Con quale tecnologia? «Questo è oggetto di studio. Se fune o altro, si vedrà. Importante è che risponda al bisogno di mobilità». Bus, parcheggi e biciclette.Sarà un centro intermodale riservato anche alle biciclette.

L’ingegner Facchin ricorda che sarà inserito nel Biciplan e Pums in corso di redazione. E che ci potrà essere un concorso di idee per sviluppare l’intervento. Che, ovviamente, comporterà la realizzazione di nuovi parcheggi. Venti milioni per un grande progetto. Con una conseguenza prevedibile: ripensare il progetto da 200 stalli in più, sopraelevati, sull’ex Sit, sollecitati dalle minoranze di centrodestra, per il quali, con l’assestamento di bilancio del luglio 2019, il consiglio comunale aveva stanziato 2,5 milioni di euro.


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