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Covid, Rezza: “L’immunità di gregge obiettivo non realistico”

Scritto da il 10 Settembre 2021

L’immunità di gregge, per quanto riguarda il Covid è un obiettivo non realistico. Lo ha detto Gianni Rezza, direttore generale della Prevenzione presso il Ministero della salute, nel corso del convegno “Vaccinarsi ieri, oggi, domani. Cosa ci ha insegnato la pandemia Covid-19”, organizzato oggi (10 settembre) a Trento dalla Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica.

Secondo Rezza a rendere improbabile l’immunità di gregge sono gli attuali vaccini “non sempre sterilizzanti” e le varianti, che hanno una parziale evasione immunitaria.

Il direttore della Prevenzione ha sottolineato che gli obiettivi attuali – già in parte raggiunti, come testimoniano i dati – sono la riduzione della mortalità, dei casi gravi, la decongestione degli ospedali e la riduzione della trasmissione. Rezza ha quindi detto che è vicino l’obiettivo dell’80% della popolazione “ammissibile” vaccinata (cioè al netto delle categorie non ammesse al vaccino, come gli under 12), mentre i dati attuali indicano il 63% della popolazione totale vaccinata, pari a circa 38 milioni di abitanti.

Dopo la terza dose di vaccino Covid per le persone immunodepresse, circa tre milioni in Italia, si valuterà il richiamo per altre fasce della popolazione: i “grandi anziani” e gli operatori sanitari, ha aggiunto Rezza.


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