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Covid, Battiston: «l’epidemia è ancora attiva, negli ultimi mesi colpiti molti giovani»

Scritto da il 13 Ottobre 2021

L’epidemia di Covid-19 in Italia “è ancora attiva e circolante” e a caratterizzarla sono i casi nei giovani: per questo è ancora necessaria prudenza.

Lo ha detto all’Ansa il fisico Roberto Battiston, dell’Università di Trento e coordinatore dell’Osservatorio dei dati epidemiologici in collaborazione con l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas).

Negli ultimi mesi, l’epidemia ha colpito in proporzione persone più giovani, “molte delle quali hanno una sintomaticità nascosta e non si accorgono di avere la malattia”, ha osservato l’esperto.

“L’infezione è quindi ancora attiva e circolante e viviamo ancora in una situazione di rischio, anche se attualmente sotto controllo grazie al gran numero di persone vaccinate e alle misure di protezione attualmente previste, in particolare mascherine e green pass”.

Per Battiston “queste misure devono essere mantenute: ricordiamoci quello che è successo nel dicembre 2020, quando dopo 6 settimane di regioni rosse e una dimezzamento del numero di infetti, sono state rilasciate prematuramente le limitazioni nelle settimane precedenti al Natale bloccando la decrescita della seconda ondata che si è poi esaurita solo 6 mesi dopo, alla fine di giugno 2021″.

“Rispetto a Russia, Gran Bretagna e Stati Uniti, i Paesi dell’Unione Europea stanno mostrando un andamento della pandemia incoraggiante, con valori bassi di diffusione dell’infezione e in lenta decrescita: dobbiamo riconoscere che le aperture stanno avvenendo in condizioni che non sono mai state così buone”, ha detto ancora Battiston.

“Stiamo però assistendo in questi ultimi giorni – ha aggiunto – al rallentamento della decrescita: si continua a scendere con le nuove infezioni ma meno velocemente”.

Questo è vero anche per l’Italia, dove “sia la curva dei nuovi casi e quella dei ricoveri sono in calo. Da almeno un mese – ha aggiunto – stanno diminuendo i ricoveri nei reparti ordinari e nelle terapie intensive e dagli inizi di settembre sta lentamente scendendo il numero dei nuovi infetti”.

Il fatto che l’indice di contagio nazionale Rt sia inferiore a 1 è una notizia positiva: “siamo in una fase di decrescita lenta, ed è importante che l’Rt rimanga sotto 1”.

Quanto al numero delle morti per Covid-19, Battston ha osservato: “mi sembra che i decessi stiano scendendo regolarmente: “nell’ultima settimana sono stati 276, con una media di 40 al giorno, ma ricordiamoci che ancora in aprile avevamo 500 morti al giorno”.

L’esperto osserva inoltre che “il rapporto tra infetti dichiarati e decessi è variato moltissimo nel tempo. Al picco della seconda ondata era di circa 0,9 su 1.000, a fine giugno è sceso a circa 0.4 su 1.000 e a fine luglio si era ancora dimezzato, passando a 0,21 su 1.000; negli ultimi due mesi è risalito a 0,5 su 1.000”.

Cifre che indicano, ha aggiunto, che “il rapporto fra decessi e infetti registrati è variato di quattro volte in diversi periodi della pandemia, a testimonianza della diversa frazione di asintomatici oltre alle variazioni nel tempo del numero di tamponi utilizzati per il tracciamento”.


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