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Marmolada, la task force universitaria che monitora il ghiacciaio da 20 anni: «Non c’erano segnali di collasso»

Scritto da il 7 Luglio 2022

Inutile cercare responsabilità, sperare che il disastro della Marmolada si potesse prevenire. Lo dicono gli esperti che da oltre 20 anni monitorano costantemente il ghiacciaio della Regina delle Dolomiti, e che costituiscono la “task force” interuniversitaria più competente in materia.

Prima del crollo di domenica, “non si sono osservati dei segnali evidenti di un collasso imminente”, hanno scritto oggi. E “salvo rarissimi casi, nei ghiacciai, a differenza delle frane, non vi sono sistemi di allerta che misurano movimenti e deformazioni in tempo reale”.

A parlare è il Gruppo di lavoro glaciologico-geofisico per le ricerche sulla Marmolada composto da Aldino Bondesan, dell’Università di Padova, responsabile del Comitato Glaciologico Italiano (Cgi) per il coordinamento della campagna glaciologica annuale nelle Alpi orientali, Roberto Francese, geofisico dell’Università di Parma e membro del Cgi, Massimo Giorgi e Stefano Picotti, geofisici dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (Ogs) di Trieste.


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