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2020 in Italia quinto anno più caldo dal 1961

Scritto da il 10 Novembre 2021

Il 2020 in Italia è stato il quinto anno più caldo dal 1961, registrando un’anomalia media di +1,54 gradi centigradi, e il decennio 2011-2020 è stato il più caldo dal 1961. Lo rende noto l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) sulla base del XVI Rapporto “Gli indicatori del clima in Italia” precisando che dal 1985 le temperature medie annuali sono state quasi sempre superiori alla norma ad eccezione del 1991 e del 1996. Il 2020, inoltre, è stato il 24/o anno consecutivo con anomalia positiva rispetto al valore normale.

Su scala globale, ricorda l’Istituto di ricerca che fa capo al ministero della Transizione eclogica, sulla terraferma il 2020 è stato l’anno più caldo della serie storica – con un’anomalia di +1,44 gradi centigradi rispetto al valore climatologico di riferimento 1961-1990.

Ad eccezione di ottobre, prosegue l’Ispra, in tutti i mesi del 2020 la temperatura media in Italia è stata superiore alla norma, con un picco di anomalia positiva a febbraio (+2,88), seguito da agosto (+2,49). La stagione relativamente più calda è stata l’inverno, che con un’anomalia media di +2.36, si colloca al secondo posto della serie storica.

Gli indici degli estremi di temperatura confermano che le notti e i giorni freddi mostrano una chiara tendenza a diminuire mentre i giorni e le notti calde mostrano una chiara tendenza ad aumentare.

Per quanto riguarda la temperatura superficiale dei mari italiani, il 2020, con un’anomalia media di +0,95 gradi, si colloca al quarto posto dell’intera serie dal 1961. Negli ultimi 22 anni la temperatura media superficiale del mare è stata sempre superiore alla media.

Per le precipitazioni, il Rapporto dell’Ispra indica il 2020 come il 23/o anno meno piovoso dal 1961. Condizioni di siccità, invece, hanno visto punte di 341 giorni asciutti a Pescara e a Capo Carbonara (Sud Sardegna).


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