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Voli militari nei cieli della val di Fiemme, scoppia il caso

Scritto da il 28 Ottobre 2021

Scoppia un caso sugli aerei militari in volo ieri mattina (27 ottobre) nei cieli della val di Fiemme.

“Il ritorno degli aerei da guerra in volo sopra l’abitato della val di Fiemme avvenuto nelle scorse ore rappresenta un fatto gravissimo che intendo fermamente condannare”, ha scritto il consigliere provinciale Pietro De Godenz, di Cavalese, per il quale c’è “una ferita mai rimarginatasi dal tutto, quella del Cermis del 1998, che aveva richiesto interventi e promesse che non sono, evidentemente, stati rispettati”.

Il riferimento è alla strage del 3 febbraio ’98, quando un aereo militare Usa in volo a bassa quota tranciò i cavi della funivia del Cermis uccidendo 20 persone. Nella giornata di ieri ci sono state diverse segnalazioni di sorvoli di aerei militari in Trentino, comparse sui gruppi social della valle di Fiemme: boati, vetri che tremano e animali spaventati.

Questa mattina, verso le 11, altre segnalazioni nella zona del Garda. “Auspico pertanto che vengano fatti, a partire dalla Giunta e tutte le autorità competenti, i dovuti passi per fare in modo che questi passaggi aerei finiscano una volta per tutte. Le fiammazze e i fiammazzi meritano di vivere, dopo il dramma consumatosi nel 1998, in pace e in sicurezza. Sono assolutamente scioccato come posso garantire lo è tutta la comunità di Fiemme. Vicende di questo tipo non dovranno capitare mai più”, scrive ancora De Godenz.

ll presidente del Consiglio provinciale di Trento Walter Kaswalder condivide la preoccupazione: “In questa parte del Trentino sorvoli come questo erano stati comprensibilmente banditi alla luce della universalmente nota tragedia del Cermis, fatti salvi solo casi di avaria o altre circostanze inevitabili – si legge in una nota della presidenza -. Se la spiegazione del passaggio odierno dovesse ricollegarsi a esercitazioni Nato in corso nell’Italia settentrionale, tra Ghedi e Aviano, pure sarebbe necessario esprimere disappunto, perché il dolore patito dalla valle di Fiemme e dalle famiglie delle vittime merita di essere rispettato, senza eccezioni e senza date di scadenza”.


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